Bernard Vukas

Tremareilmondofa.jpgArriva nell’estate del 1957 ed è considerato uno dei migliori giocatori del Vecchio Continente, Il croato Bernard “Badjo” Vukas, mezzala sinistra di trenta anni, provenie dall’Hajduk Split, con cui ha vinto tre campionati (1950, 1952 e 1955) e una classifica cannonieri (20 gol nel 1955), disputando 202 partite e segnando 89 reti. Importanti anche le cifre messe insieme con la la Nazionale jugoslava, ove Vukas, ha giocato 59 partite e segnato 22 gol, conquistando 2 medaglie d’argento alle Olimpiadi del 1948 e 1952. In Italia è conosciuto per la partita che il 12 maggio 1957 ha visto la nostra nazionale letteralmente presa a pallonate dallo scatenato undici slavo, un 6 –1, che rappresenta una delle maggiori umiliazioni nella storia della nostra selezione maggiore. Nel corso di quella gara, che ha visto protagonista in negativo il blocco della Fiorentina con Lovati in porta, Vukas ha segnato l’ultima rete con uno spettacolare tiro al volo. Per capire la statura del giocatore, bisogna anche aggiungere che ha giocato due prestigiose partite internazionali: nel 1953 con la maglia di una selezione della FIFA ha incontrato i maestri inglesi in occasione del 90esimo anniversario della Football Association (risultato finale 4-4) e nel 1955 con il Resto d’Europa contro una selezione britannica per il 75esimo anniversario della Federazione irlandese (in questa gara, segna tre gol nel vittorioso 4-1). Vukas ha la classe cristallina dei grandi fuoriclasse, ma non sopporta il gioco duro in voga sui campi italiani. Il suo dribbling irridente, è quasi un invito a nozze per i mastini che caratterizzano le difese del Belpaese. Il tutto diventa chiaro sin dalla prima gara con l’Udinese, quando Pantaloni, stanco di inanellare brutte figure, decide di tralasciare il pallone e di puntare direttamente alle caviglie. A questo, si aggiunge un comportamento non proprio irreprensibile dal punto di vista professionale, con le lunghe notti passate nei locali che ben presto si fanno sentire sul campo. La goccia che fa traboccare il vaso, è l’epatite che contrae in dicembre. Da questo momento, il suo rendimento cala drasticamente e il fuoriclasse delle prime partite lascia il posto ad un giocatore del quale è impossibile disconoscere la classe, ma che si limita allo stretto essenziale per ripagare l’investimento operato dal Bologna. Certo, il talento non si discute, e il modo di disegnare il gioco sul campo è quello tipico dei campioni, ma dopo quello che ha fatto vedere negli inizi, tutti si aspettano molto di più e invece debbono accontentarsi degli sprazzi che concede capricciosamente. Nel 1958/59, dopo aver disputato una ottima parte ascendente del torneo, è poi vittima di alcuni disturbi reumatici e al nervo sciatico e finisce fuori squadra a vantaggio di un ragazzino, Fascetti. Alla fine della stagione, la dirigenza felsinea tira i conti e decide di troncare il rapporto. Torna in patria e riprende a giocare  con l’Hajduk, rimanendovi fino al 1963, per poi chiudere la carriera in Austria, con le maglie di GAK Graz, Austria Klagenfurt e KSV Kapfenberg.

Bernard Vukasultima modifica: 2012-04-21T17:09:22+00:00da monthy10
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