Paolo Todeschini

Paolo TodeschiniUno di quei giocatori che girano la penisola in lungo e in largo, tanto da trasformarsi in un vero giramondo. La sua formazione calcistica avviene nelle minori del Milan ove fa vedere cose importanti che lo emttono subito in grande evidenza. Dopo aver fatto tutta la trafila, fa il suo esordio coi rossoneri in serie A, dimostrando di avere doti necessarie a durare anche ai livelli più alti. E’ il tipico mediano metodista dell’epoca eroica del nostro calcio, capace di applicarsi sulla sua ala e di appoggiare il gioco senza grandi svarioni in fase di palleggio. Inoltre è molto intelligente e sa leggere bene il gioco, dote che gli verrà buona alla fine della carriera, quando intraprenderà quella di allenatore. Anche il settore tecnico delle squadre nazionali si accorge di lui, soprattutto grazie ad una continuità di rendimento impessionante. Purtroppo per lui, sono anni in cui il suo ruolo vede tutta una serie di grandi interpreti e, di conseguenza, non riuscirà mai ad indossare la maglia azzurra. Poi, proprio sul più bello, arriva la guerra sul suolo italiano, e anche a lui partono due anni di carriera, anche se si tiene in forma giocando il torneo di guerra, sempre col Milan. Alla ripresa postbellica dell’attività, è il Bologna a chiamarlo. La squadra felsinea non è più quella di prima della guerra. Se ne sono andati tutti i grandi interpreti dello squadrone che aveva dominato la scenta italiana ed internazionale e bisogna cercare di ricostruire una formazione alla altezza di tradizione ed aspettativa, anche se non è facile. Lui, come al solito, ci mette tutto quello che ha. La sua bravura e il suo impegno, non si discutono, ma è proprio il Bologna ad essere in grande difficoltà e a poco a poco viene irretito in un tran tran che non lo mette nelle migliori condizioni per far vedere quello che sa fare. Alla fine dell’anno, la dirigenza decide di accettare le offerte che provengono da Bergamo e lui parte in direzione Lombardia, ove, in una provinciale abituata a buttare tutto sul campo, si fa ammirare, disputando due ottimi tornei che lo ripropongono alla attenzione generale. La Lazio lo chiama e a Roma gioca una stagione leggermente sotto tono, anche perchè la squadra non si è ancora ripresa dopo alcune partenze eccellenti e non è ancora quella che negli anni a venire si proporrà come alternativa alle grandi. Si sposta a Napoli e, all’ombra del Vesuvio gioca alcuni dei suoi migliori campionati, incontrando il gradimento del sempre generoso pubblico partenopeo. Dopo tre anni in Campania, decide di scendere ancora lo stivale e va a Palermo, per l’ultimo campionato di serie A della sua carriera. Gli ultimi due anni di attività lo vedono prima a Monza e poi a Mantova, dopo di che comincia la sua seconda vita, quella sulla panchina.

Paolo Todeschiniultima modifica: 2011-11-19T12:07:07+00:00da monthy10
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