Mario Gritti

Mario GrittiE’ uno di quegli attaccanti che sanno ricoprire tutti i ruoli dell’attacco, sempre con eguale efficacia. Comincia da ala, all’Atalanta e, dopo aver esordito nella massima serie nel 1941-42, nel torneo successivo si mette in grande evidenza. Quando entra in possesso della palla, si trasforma in un pericolo pubblico. Tecnica e intensità di gioco ne fanno intravvedere le doti del campioncino e il suo rendimento è sempre alto. Purtroppo per lui, la guerra lo ferma proprio sul più bello, anche se disputa il torneo di guerra nelle file dell’Inter e può tenersi allenato in vista della riapertura dell’attività ufficiale. Che lo vede alla Fiorentina, ove ricopre il ruolo di interno. Che è l’ideale per lui che, è dotatodi ottima tecnica e grande dribbling, doti di corsa e visione di gioco che gli consentono di dare il meglio in mezzo al campo. Dopo un biennio a Firenze, passa al Bologna e conferma di essere un giocatore di rilievo. Corre, costruisce il gioco, va alla conclusione, il tutto con grande continuità. Nelle quattro stagioni felsinee, diventa uno dei beniamini di un pubblico che è ormai rimasto orfano del grande Bologna che faceva tremare il mondo, ma è pur sempre in grado di capire se il giocatore c’è. Ed essendo composto da buongustai che sanno apprezzare chi sa giocare a pallone, elegge Gritti tra i suoi beniamini. Nell’estate del 1952, Dall’Ara decide di monetizzare la sua cessione alla Sampdoria, avendo ormai compreso che il tempo sta cominciando a lasciare segni sempre più profondi. La sua involuzione diventa presto evidente e nelle diciannove occasioni in cui è chiamato in campo, non riesce mai a dare il suo normale contributo. Ben presto la realtà diventa chiara e dopo una sola stagione sotto la Lanterna, passa al Como, ove disputa le ultime stagioni nel calcio professionistico, prima di abbandonare l’attività.

Mario Grittiultima modifica: 2011-11-18T18:04:43+00:00da monthy10
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