Vicente Albanese

Vicente AlbaneseNegli anni ’20 e ’30, l’Italia vede arrivare frotte di giocatori provenienti dal Sud America. Sono i cosiddetti oriundi, coloro cioè che possono vantare discendenze, dirette o meno, nel nostro paese. Tra le centinaia di giocatori che svuotano i vivai locali e approdano nel Bel Paese, alla ricerca di quella fortuna mancata ai loro genitori o parenti, il Bologna, è una delle squadre che riesce a muoversi con maggior padronanza. In un mercato come quello, difficile, la ricerca di giocatori che abbiano passaporto italiano e che siano in grado di farsi rispettare in un calcio difficile come quello che già in quegli anni si gioca sui nostri campi, è una vera impresa. Fedullo, Sansone, Puricelli e Andreolo, stanno a testimoniare l’indubbia abilità con cui si muovono i petroniani, tra scarse informazioni e impresari senza scrupoli che non si fanno pregare per rifilare bidoni epocali. Anche i migliori, però, a volte sbagliano. E il Bologna, non sfugge a questa regola. Il caso di Albanese ne è l’eloquente testimonianza. Sul finire della stagione 1936-37, il Littoriale annuncia che i felsinei hanno già provveduto a muoversi con largo anticipo sul mercato uruguagio e hanno provveduto a mettere sotto contratto tale Vicente Albanese, mediano del Central Montevideo, una delle maggiori squadre del paese. Le esperienze già fatte con Sansone, Occhiuzzi e Fedullo, sembrano poter garantire l’ennesimo siuccesso, ma stavolta le cose vanno diversamente. Quando Albanese arriva in Italia, bastano poche partite per capire che non siamo di fronte ad un campione. La tecnica è discreta, ma il giocatore è del tutto inadeguato al livello di una squadra ambiziosa come il Bologna che “tremare il mondo fa”. Bastano sette partite per prendere atto della realtà e il sogno italiano di Albanese arriva presto al capolinea.

Vicente Albaneseultima modifica: 2011-11-17T16:07:08+00:00da monthy10
Reposta per primo quest’articolo