Giancarlo Bacci

Giancarlo BacciE’ da poco terminata la guerra, quando inizia a farsi ammirare nel Viareggio, in serie B. La bravura con la quale riesce a finalizzare l’azione, ad onta della giovanissima età, fanno accorrere frotte di osservatori in Toscana e alla fine la spunta la Lucchese. Si ritrova così sbalzato nella massima serie, senza però dare il minimo segno di spaesamento. In una squadra che bada soprattutto a difendersi, per ovvie ragioni, lui riesce a capitalizzare al meglio i pochi palloni che arrivano in attacco e mette a segno sei reti che, per un ragazzo di diciotto anni, non sono bottino da poco. La Roma, alla disperata ricerca di elementi in grado di rivitalizzare una rosa in evidente fase di deperimento tecnico, decide di puntare su di lui e lo preleva nell’estate del 1949. E ancora una volta, dimostra di avere carattere da vendere. Non avverteassolutamente lo sbalzo dalla provincia alla metropoli e dimostra ancora una volta le sue non comuni doti. Interno portato soprattutto alla fase offensiva, dispone di un ottimo fiuto del goal e nei due anni romani, pur in una situazione di marasma tecnico, in una squadra che sta per pagare gli errori commessi nella successiva allo scudetto, lo dimostra ampiamente, tanto da essere convocato nella Nazionale giovanile. Coinvolto suo malgrado nella drammatica retrocessione del 1951, viene ceduto all’Udinese, in quanto Gipo Viani, che pure è stato il suo primo maestro, non lo ritiene eccessivamente utile per un torneo di serie B nel quale, inevitabilmente, la spada conta molto più del fioretto. Bacci non si perde d’animo e, negli anni a seguire, conferma tutto ciò che si è sino a quel momento detto di lui, esplodendo ad alti livelli. Nell’estate del 1952, Dall’Ara decide di portarlo a Bologna, confidando su una ulteriore evoluzione e non se ne pente. Il Bologna, non è più lo squadrone di qualche anno prima, ma per lui cambia poco. Quando gli arriva una palla da buttare dentro, non si pregare due volte e alla fine della stagione, riesce a raggranellare la solita messe di reti. diciotto in trenta gare disputate. Nonostante le prove sciorinate, non riesce però ad arrivare a quella maglia azzurra tanto ambita, trovando sempre qualcuno sulla sua strada che riesce a rovinargli la festa. A sorpresa, alla fine dell’anno viene ceduto alla Fiorentina, ove continua a segnare, tanto, e ad essere ignorato dai selezionatori delle squadre nazionali. La presenza di due mostri sacri, come Boniperti e Pandolfini, limiterà il suo ruolino azzurro a tre presenze in Nazionale B. Torino, Milan e Padova, prima di scendere a Cosenza, ove chiude la sua ottima carriera.

Giancarlo Bacciultima modifica: 2011-11-17T16:46:30+00:00da monthy10
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