Cesare Alberti

Cesare AlbertiE’ uno dei tanti ragazzi che si accostano al nuovo sport arrivato dall’Inghilterra nei primi decenni del secolo. Dimostra subito di saperci fare, tanto da essere ingaggiato nelle giovanili del Bologna. Presto, però, dimostra di essere sprecato per giocare coi suoi coetanei e viene fatto esordire in prima squadra a soli sedici anni. Le sue doti sono quelle tipiche del campione. Nei primi tre anni di carriera, tiene quasi una media di una rete a partita, poi, però, si infortuna gravemente. E’ il menisco ad essere lesionato, e nei primi decenni del secolo, un infortunio simile, vuol dire praticamente l’addio alla attività agonistica. Le tecniche che caratterizzano le operazioni alle ginocchia sono ancora allo stato embrionale e nessuno scommetterebbe una lira sul suo recupero. E infatti il Bologna, ormai rassegnato al peggio, gli dà la lista gratuita, sostituendolo con un altro ragazzo di cui si dice gran bene, Angiolino Schiavio. Alberti, non si fa smontare dalle avversità e decide di farsi operare dal professor Drago, per ridurre la lesione, un intervento che mai nessuno ha tentato in Italia. L’operazione riesce perfettamente e Alberti torna a giocare ai suoi livelli, ma stavolta col Genoa. E con i grifoni si trova di fronte la sua ex squadra, nelle famose finali del 1924-25 che vanno avanti ad oltranza. Lui, si prende la sua rivincita, segnando due reti, ma, incredibilmente, i tifosi del Bologna, che pure dovrebbero essere a conoscenza del trattamento riservatogli dalla dirigenza, gli danno del traditore! Nella stagione successiva, ancora una volta comincia alla grande e pone la sua candidatura ad una maglia azzurra, ma la sfortuna è ancora in agguato. Il 14 marzo del 1926, alle quattro del mattino, prima della partita con il Livorno, Alberti muore a causa di una infezione virale, dovuta con ogni probabilità ad una indigestione di frutti di mare avariati. Ha soltanto ventuno anni.

Cesare Albertiultima modifica: 2011-11-17T16:21:49+00:00da monthy10
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